#POSITIVIALLAVITA

PROTEZIONE E/O DIFESA

 lunedì 8 giugno, 17.00-19.00  in dialogo con • Chiara Montrucchio, medico specialista in Malattie Infettive • Marilena Vottero Bernardina, psicoterapeuta • Marella Galfrè, educatrice di nido in famiglia, architetto Modera...

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DATAORARIO

 lunedì 8 giugno, 17.00-19.00 

in dialogo con

Chiara Montrucchio, medico specialista in Malattie Infettive
Marilena Vottero Bernardina, psicoterapeuta
Marella Galfrè, educatrice di nido in famiglia, architetto

Modera Francesca Sisto, responsabile programmi istituzionali OMI 

A fine marzo, quando è stato chiaro che l’obbligo di chiusura sarebbe durato ancora per settimane, è emerso in modo chiaro come i bisogni di alcune fasce di popolazione, in questa situazione inimmaginabile, non trovavano spazio.

I bambini, prima di tutto: sotto lo slogan “anche i cani possono uscire, in nostri bambini no”, hanno iniziato a moltiplicarsi lettere e appelli di genitori e professionisti che evidenziavano alle istituzioni come, al pari delle misure prese per evitare il contagio, anche la necessità di stare all’aperto fosse da considerarsi per i più piccoli una vera e propria misura di salute.

In questo contesto si sono sviluppate alcune domande: “cosa significa protezione? protezione e difesa sono sinonimi? Può una azione realizzata a difesa, rivelarsi non protettiva? Per tornare insieme oggi, ci sono comportamenti che possono agire come fattori protettivi a sostegno della necessità di ritornare in gruppo?”

Partiamo dalla esperienza genitoriale. Uno degli elementi che salta agli occhi è la funzione protettiva che, da subito, essere genitori sollecita prepotentemente: simbolicamente l’utero che avvolge, nutre accompagna e consente la crescita ;  e poi il primo abbraccio che man mano si allarga anch’esso per seguire e permettere nuove  fasi di vita del bambino. In quest’ottica la protezione è funzione costante ma richiede azioni diverse che via via si adattano e permettono le maturazioni  del periodo: in questo senso ciò che risulta essere protettivo in una fase di vita del bambino, non è detto lo sia anche in un successiva, al di là delle intenzioni di chi la agisce.

E’ chiaro: oggi è un mondo diverso e sembra che non sarà facile per nessuno ritrovare un proprio posto e la giusta distanza in cui stare.

La possibilità di pensare al bisogno dei bambini (e dei loro adulti), di usare ancora lo spazio esterno, lo spazio del sociale, anche se con nuove regole tutte da inventare, di “protezione”, ma non di difesa, ci regala una occasione preziosa per rimettere al centro il nostro vivere comune: a quali regole, a quali scambi, a quali mediazioni… a quale distanza di rispetto del bisogno dell’altro.

In realtà niente di diverso da quello che tutti i giorni in un nido, ai giardini, nelle scuole chiediamo ai piccoli che crescono: imparare a stare con gli altri. Forse questo virus, ci aiuterà a riprendere in mano questa storia tutta umana con meno certezze, ma con più desiderio di capire come si fa.

L'incontro  è GRATUITO.

Per partecipare è necessario iscriversi entro venerdì 5 giugno a informa.omi@gmail.com.

Il link per partecipare verrà inviato dalla segreteria alla mail che ci verrà comunicata.  

 

 PERCHÈ QUESTO CICLO DI SEMINARI

Il periodo che stiamo vivendo è denso.

Un’infinità di cose sono accadute in pochissimo tempo: una successione di fatti, notizie e cambiamenti incalzanti e spesso travolgenti, che ha investito la vita di ciascuno e si è amplificata nella consapevolezza della dimensione contemporanea, planetaria e dolorosa che ha assunto.

Un flusso di accadimenti personali e contemporaneamente “universali”, che nella maggior parte dei casi, non ha corrisposto ad un movimento altrettanto intenso di elementi conoscitivi chiarificatori se non l’esperienza che:

• per farci una nuova idea di fronte a quanto non sappiamo, abbiamo bisogno di tempo, a volte davvero troppo, rispetto all’urgenza di soddisfare il nostro bisogno di risposte;

• quando, finalmente, ci sembra di aver raggiunto un punto fermo, la nostra idea rischia di essere già superata rispetto all’incedere dei fatti.

Ciò rende ancora più complesso il lavoro delle nostre organizzazioni che, prima di tutto, sono comunità umane.

Il settore educativo sta vivendo con ancora maggior fatica il peso di questi processi ed è messo alla prova dalla difficoltà che via via si stanno riscontrando nell’individuare  linee guida di sostegno e orientamento.

Un comparto tra i più penalizzati in termini numerici (milioni di bambini, famiglie e professionisti) e di genere, per quanto rappresenti la colonna portante di un Paese avanzato: la qualità del sistema educativo e scolastico.

Opera Munifica vive, come tutti, immersa in questo processo.

Così abbiamo raccolto e conservato alcune parole che emergono dall’indistinto confuso e denso del tempo odierno.

Vogliamo partire da queste, per condividere #pensieribuoniperpensare insieme alla comunità di cui ci sentiamo parte.

Con l’obiettivo di sempre: suscitare domande e provare a rispondere ad alcune.

Soprattutto, oggi come non mai, per rinforzare la visione del futuro guardando il presente, senza sperdersi: il futuro è già qui.