Chi Siamo

Siamo concretamente impegnati su più fronti e costantemente focalizzati su un unico obiettivo: costruire comunità per una crescita rispettosa ed una formazione artistica e culturale di valore degli individui e della società.

Fondazione OMI è dal 2024 Ente Filantropico. La realtà della Fondazione trae le sue origini dalla trasformazione della Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza “OPERA MUNIFICA ISTRUZIONE” – già “Regia Opera della Mendicità Istruita”. Con sede a Torino, Fondazione OMI mantiene inalterato il valore, attraverso i secoli, di una educazione che si esplica a partire dai bisogni delle persone.

Un modello sostenibile

Fondazione OMI ha tra i suoi compiti istituzionali la tutela e la valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare e ne favorisce la pubblica fruizione con particolare riferimento alla Chiesa di Santa Pelagia, all’annesso Coro delle Monache agostiniane ed ai cortili ricompresi tra i propri immobili (progetto Cortilì). Le entrate derivanti da contributi e finanziamenti riescono a sostenerci nella nostra missione, favorendo lo svolgimento di attività gratuite e aperte a tuttə.

Mission

Scopo primario della Fondazione è infatti perseguire finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale svolgendo attività di educazione ed istruzione, partendo dall’attenzione per le persone e svolgendo attività in favore dell’infanzia e dei giovani, così come degli adulti che ne accompagnano la cresci­ta, sostenendo anche le funzioni genitoriali. Una realtà di valore per la collettività che si connota in quanto tale grazie all’offerta diversificata e all’impegno costante dello staff e del consiglio di amministrazione.

Storia

l’Istituzione

La Fondazione Opera Munifica Istruzione Ente Filantropico ETS occupa un posto di rilievo nella storia dell’educazione italiana per aver aperto, nel 1789, la “Scuola di carità” (equivalente dell’odierna scuola elementare gratuita) prima nel Piemonte e tra le prime in Italia. Questa importante esperienza, che nel Settecento rappresentava la concreta risposta ad un bisogno sociale primario, è durata per oltre 200 anni esaurendosi con la chiusura dell’ultima sezione della Scuola Vittorio Amedeo III di Via La Salle 6, vicino al mercato di Porta Palazzo (1994).

Questo passaggio ha avviato una profonda trasformazione dell’ente portando il Consiglio di Amministrazione dell’Opera ad interrogarsi sul senso dell’istituzione, impegnandosi nella ricerca di nuovi strumenti di azione sociale.

L’istituzione ha preso avvio attorno al 1740 con lo scopo di soccorrere ed istruire i mendicanti della città; per iniziativa dell’abate Garessio e del fratel Felice Fontana, alla domenica, si iniziò a radunare, sotto i portici di piazza San Carlo, i poveri per il catechismo distribuendo infine ad ognuno una pagnottella di pane.

Nel Marzo 1776 una Regia Patente del Re riconosce il valore ed istituisce l’Opera della Mendicità Istruita

La mendicità istruita

L’iniziativa si sviluppò rapidamente e nel 1789 l’Opera ottenne dal Re Vittorio Amedeo III di aprire una “Scuola di carità” con le due prime classi elementari gratuite del Piemonte; due anni dopo fu aperta la scuola femminile. Alcuni ragazzi poveri i “Figli dell’Opera” erano vestiti e collocati presso botteghe artigiane ad apprendere un mestiere, mentre frequentavano la scuola domenicale per imparare a leggere e scrivere.

Nel 1803 l’Opera entrò in possesso della sua sede attuale, nel Convento delle monache agostiniane con la chiesa di Santa Pelagia.

Il problema fondamentale si rivelò ben presto quello degli insegnanti; questa funzione era allora affidata a sacerdoti o religiose, sovente con un grado di istruzione lacunoso e senza una esperienza e formazione specifica. Il Re Carlo Felice si adoperò perché le scuole fossero affidate ai due istituti religiosi, provenienti dalla Francia, specializzati nel campo dell’istruzione elementare e cioé alle Suore di San Giuseppe (1824) e Fratelli delle Scuole Cristiane (1829); il numero degli allievi e delle classi aumentò considerevolmente fino a circa 2.500 fra ragazzi e ragazze. Nel 1848 si aprirono le scuole tecniche serali per i ragazzi più grandi.

Personaggi eminenti della nobiltà e della cultura torinese si succedettero nel tempo alla direzione dell’Opera: Gaetano San Martino D’Aglié, il teologo Sineo, Cesare Tapparelli D’Azeglio, Tancredi Falletti di Barolo, Carlo e Cesare Alfieri di Sostegno, Gustavo Benso di Cavour ed altri.

Le scuole elementari gratuite “Vittorio Amedeo III” sono rimaste funzionanti fino alla fine del secolo scorso quando, anche per la carenza di docenti religiosi, sono state chiuse le due ultime sezioni funzionanti: nel 1986 la sezione di via delle Rosine e nel 1994 quella di Porta Palazzo.

Un patrimonio da rispettare

Fondazione OMI è proprietaria di un considerevole patrimonio immobiliare la cui valenza storica, artistica e architettonica, è dimostrata dal fatto che buona parte di esso è vincolato ai sensi del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

L’origine del patrimonio è diversificata: attribuzioni, donazioni, lasciti e realizzazioni dirette.

Gli edifici che ne fanno parte sono stati realizzati tra il ‘700 ed il ‘900. Ad eccezione di due palazzine (già sede di scuole elementari) site l’una in via Bligny angolo via Giulio e la seconda in via La Salle angolo via Priocca, sono tutti ricompresi nell’isolato di Santa Pelagia (delimitato tra le vie Maria Vittoria, delle Rosine, Giolitti e San Massimo) e tra questi spicca la settecentesca Chiesa di Santa Pelagia che è stata oggetto, d’intesa con la Curia Arcivescovile di Torino, grazie ai preziosi contributi della Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Regione Piemonte e Comune di Torino, di un importante intervento di restauro a cavallo degli anni 2000 durato quasi dieci anni.

Per la maggior parte, gli immobili di Fondazione OMI si caratterizzano per una tipologia ad edificio scolastico, anche se non mancano, oltre alla Chiesa, un edificio a civile abitazione, una autorimessa ed un ex convitto per studenti.